Basilico e Rossi: lo sguardo e la forma del cambiamento urbano

Tra i corridoi del Politecnico di Milano, a metà anni ’60, Gabriele Basilico e Aldo Rossi si incrociano senza quasi conoscersi: uno è uno studente, l’altro un professore; uno è destinato a diventare un grande fotografo, l’altro è già un architetto affermato. Eppure, la profonda sintonia tra i due matura silenziosa, ancora a distanza e in modo inconsapevole, a partire da una comune tendenza a osservare con sguardo critico la città e le sue trasformazioni sul piano sociale e strutturale.

Un volume nato sotto il segno dell’Aurora

Gabriele Basilico fotografa Aldo Rossi, edito da Humboldt Books in collaborazione con l’Archivio Gabriele Basilico e la Fondazione Aldo Rossi, raccoglie per la prima volta le settantadue fotografie che ripercorrono un legame ventennale di lavoro e stima reciproca. La prima vera occasione di incontro tra i due è datata 1987, quando la rivista Domus commissiona a Basilico un servizio su un edificio nel torinese progettato da Rossi e appena concluso. Il suo nome? Casa Aurora.

Si intuisce facilmente perché questa coincidenza ci abbia colpiti: sembra quasi che le traiettorie di questo sodalizio artistico dovessero inevitabilmente incrociare, a un certo punto, anche le nostre macchine di stampa. Ma è una vicinanza che va oltre il nome. Quando Rossi descrive la modernità dell’edificio, parla di una struttura capace di unire la coscienza storica e la comprensione dei valori in cui è inserita. In altre parole, si tratta di dedicare rispetto e sensibilità per il contesto di un’opera: un obiettivo che noi di Grafiche Aurora perseguiamo ogni giorno, cercando di onorare il valore dei contenuti che ci vengono affidati attraverso una cura tecnica che ne rispetti l’importanza e la memoria nel tempo.

Forme, spazi, colori

Anche il volume in sé, così come gli edifici che racconta, presenta un’architettura piuttosto complessa. La copertina, in carta Fedrigoni Woodstock rossa da 285 g/m², è costruita su tre strati: la grande fustellatura triangolare infatti apre lo spazio all’aletta sinistra; questa, a sua volta, presenta una fustellatura più piccola e circolare che rivela un’ulteriore superficie più profonda, la copertina interna del blocco libro in carta Sirio Foglia da 170 g/m² verde. Un intrigante gioco di incastri che accoglie il lettore come se stesse varcando la soglia di un palazzo tanto meraviglioso quanto misterioso.

All’interno, le 176 pagine in carta Magno Volume da 115 g/m² hanno il compito di ospitare le fotografie di Basilico, tutte rigorosamente in bianco e nero. L’unico tocco di colore dentro il libro è dato dai testi firmati dai due protagonisti e dai contributi critici di Chiara Spangaro e Pier Paolo Tamburelli: i caratteri, tutti rosso vivo, creano un contrasto cromatico netto che sottolinea l’eccezionalità della parola in un’opera in cui a regnare sovrani sono — senza ombra di dubbio — la fotografia e l’architettura immortalata. Il rosso diventa così segno grafico di un pensiero che si fa spazio, tra il rigore delle forme e il silenzio delle immagini.