Per oltre cinque secoli, dal 1300 al 1700, le confraternite di fede cattolica hanno vissuto il loro periodo di massimo sviluppo, contribuendo a modellare le radici del cristianesimo in Europa per come lo conosciamo oggi. Queste associazioni, prevalentemente di matrice laica, fin dal Medioevo accoglievano la partecipazione di uomini — e, in moltissimi casi, di donne — provenienti da qualsiasi status socio-economico, svolgendo un ruolo particolarmente attivo sia nella Chiesa che nella società civile.

Habitus Fidei: il volume e la mostra
Habitus Fidei, pubblicato da Silvana Editoriale, sviscera questo fenomeno attraverso il simbolo che forse più di tutti è in grado di rappresentarlo in modo immediato: l’abito confraternale. Il volume, curato da Lorenzo Cantoni e Alessandro Tosi, è nato in concomitanza con l’omonima mostra itinerante che nel corso del 2025 ha fatto tappa a Pisa, Lucca e Lugano, tra maggio e novembre: un percorso ricco di dipinti storici, illustrazioni e capi originali esposti.

Il punto di forza del volume sono i saggi che lo compongono, testi bilingue — pagina sinistra in italiano, pagina destra in inglese — che analizzano il tema su più fronti. Si parte dal significato del concetto stesso di indumento nella tradizione biblica, per poi concentrarsi sulle vesti confraternali, in gergo anche dette “sacchi”. Un grande racconto di storia, usanze e curiosità, che passa attraverso esempi tratti dall’arte e dalla letteratura, ma anche dalle documentazioni raccolte da associazioni dislocate in tutta Italia.
Uniforme e divisa
Senza entrare troppo nel dettaglio dei contenuti — che meriterebbero un’analisi più approfondita — ci limitiamo a sottolineare un concetto di base che la dice lunga sul senso profondo delle confraternite. Questi “sacchi” hanno un duplice ruolo: da una parte sono uniformi uguali e invariate per ciascun membro dell’associazione, così da annullare qualsiasi differenza sociale, economica o anagrafica; dall’altra, sono anche divise, simboli manifesti che esprimono una chiara presa di posizione, un impegno di vita preso.
La sezione conclusiva del libro, “Guardaroba”, è dedicata alla galleria fotografica di alcuni degli abiti confraternali esposti nella mostra, appartenenti a diversi contesti storici e geografici. Pur con una sorta di struttura di base condivisa, emerge un’enorme varietà in ogni minimo dettaglio: tessuto, colore, taglio, forma, cintura, fino naturalmente ai simboli, stemmi e accessori.

Una stampa che calza a pennello
In un certo senso, noi di Grafiche Aurora potremmo dire essere stati i sarti di Habitus Fidei, avendone realizzato un “abito” su misura. Non abbiamo usato lino né velluto, ma ci siamo affidati ai nostri materiali di stampa e rilegatura di altissima qualità, confezionando un volume certificato FSC. Le 144 pagine interne sono state realizzate con carta usomano da 170 g/m² — non patinata, elegante e piacevole al tatto, dalla superficie porosa e leggermente ruvida. La brossura è a filo refe, mentre la copertina è anch’essa in carta usomano ma decisamente più spessa, da 350 g/m², e con plastificazione opaca.
We print, we think… we art!