La mia collina. Dove la terra di Custoza si fa memoria

Custoza è l’ultima collina veronese prima della Pianura Padana. Una sorta di avamposto geografico e culturale in cui c’è ancora qualcuno che, in qualche modo, riesce a ignorare i ritmi accelerati della vita moderna. Quel qualcuno ha un nome e un cognome: Franco Predomo, il proprietario del ristorante Tamburino Sardo, una vera icona per chi è del posto.

La vita rurale, quella vera

Il volume La mia collina nasce dalla campagna vissuta e raccontata non attraverso l’estetica da cartolina, ma tramite la realtà del lavoro quotidiano. Una dimensione in cui le conoscenze e le passioni — da quella per la viticoltura a quella per la cucina — si tramandano di generazione in generazione, dai nonni ai nipoti.

È in quest’ottica così speciale che Franco ha parlato del suo sogno di scrivere un libro al fotografo Lamberto Bottaro. Per comunicare l’idea non sono servite tante parole: sono bastate una passeggiata di 12 minuti nella campagna, una profonda intesa e la comune volontà di dare voce a uno stile di vita ormai raro. Nel giro di 16 mesi il progetto ha preso forma, grazie agli scatti dello stesso Lamberto e alla penna del giornalista Bonifacio Pignatti.

Il risultato parla di sudore, di fatica, della terra smossa dalla ciclicità delle stagioni. Raccoglie un patrimonio prezioso da conoscere e proteggere — e noi abbiamo avuto la fortuna di poterlo imprimere su carta.

Il valore di questa pubblicazione è stato celebrato anche dal quotidiano veronese per eccellenza, L’Arena, che ha dedicato a La mia collina una bellissima pagina della sezione Cultura & Spettacoli dello scorso 11 giugno (che trovate nella foto qui sotto).

Immagini, colori, storie

Sfogliando le pagine, l’impatto visivo è immediato. La maggior parte delle fotografie occupa per intero la doppia pagina, immergendo il lettore nel mutamento del paesaggio lungo tutto il corso dell’anno. Si passa dal ghiaccio cristallizzato sui rami al calore dorato dei campi estivi, dallo spettacolo dei ciliegi in fiore alle foglie che si tingono di rosso prima di cadere sui prati. La natura è protagonista, sì, ma ciò non vuol dire che non ci sia spazio per l’uomo. Sono immortalati i muri storici di Custoza, le case, i filari, così come i contadini alle prese con trattori e trebbiatrici nel momento del raccolto. 

Tra le righe si respira un’autentica atmosfera conviviale, la stessa che unisce gli amici di vecchia data attorno a una tavola imbandita. Ci si ritrova a condividere quattro chiacchiere e una fetta di salame (quello buono), mentre ci si sfida a una partita a briscola, calando le carte sui tovaglioli macchiati da qualche goccia di vino. A proposito, lo sapete che il tovagliolo così come lo intendiamo oggi è un’invenzione di Leonardo da Vinci? Lungo il libro si incontrano anche aneddoti di questo tipo, alternati a citazioni di scienziati, filosofi e scrittori, fino a toccare la tradizione rurale con Sant’Isidoro, il contadino protettore dei contadini.

L’accordo armonioso tra musica, carta e inchiostro

C’è un dettaglio che lega La mia collina all’ultimo articolo che abbiamo scritto, quello su Rust and Glory: inquadrando il codice QR sul retro del volume, si accede a una selezione musicale curata da DJ Marco Roldo. Le tracce spaziano da Ludovico Einaudi a Moby, dai Beatles a The Cinematic Orchestra, e sono state pensate come colonna sonora per dare ancora più concretezza a quel senso di calore e autenticità emanato dalle pagine. 

Non ci resta, come al solito, che ritagliare un piccolo spazio ai dettagli del nostro lavoro di stampa:

– Formato chiuso 22,5 x 30 cm

– Copertina cartonata da 3 mm con dorso quadro

– 248 pagine interne

– Carta patinata opaca interamente certificata FSC

– Vernice acrilica all’interno e plastica opaca sulla copertina